Insetti da gustare!

Sono arrivati in Svizzera.
Sono insetti da mangiare: una realtà che in molti paesi del mondo è ormai consuetudine.
Da lunedì prossimo, in alcune filiali della COOP, saranno in vendita i primi insetti destinati all’alimentazione, quattro mesi più tardi del previsto. Berna ha concesso le prime tre autorizzazioni d’importazione solo di recente.
Si inizia soft.
Cioè senza antennine e gambette croccanti.
Partiamo con prodotti a base di larve della farina (Tenebrio molitor), mescolate sapientemente con riso, legumi e spezie, per creare i primi hamburger a base di insetti.
E pensare quante volte ho gettato il risotto, dopo essermi accorta che era pieno di “cagnotti”?
E pensare a quante volte ho gettato la farina piena di camole, pensando che fosse guasta!!


Sarebbe bastato tritare il tutto, e avrei fatto da pioniera per la SUPER FARINA PROTEICA con larve della farina fatte in casa! Peccato!

Ma torniamo alla Coop. Iniziamo con le larve della farina, e poi l’offerta sarà ampliata nel corso dell’anno includendo un numero sempre maggiore di punti di vendita e di prodotti. Dallo scorso primo maggio tre specie di insetti possono essere utilizzate come derrate alimentari in Svizzera: oltre alla già citata larva della farina ci sono anche il grillo domestico (Acheta domesticus) e le cavallette (Locusta migratoria). Tuttavia ancora non si trovano nei negozi e sui tavoli dei ristoranti perché sono sorti problemi per l’importazione degli animaletti ricchi di proteine: gli insetti devono provenire da allevamenti in cui vengono rispettate severe norme igieniche richieste dalla legislazione elvetica e questi allevamenti devono essere stati controllati dalle autorità competenti nel Paese esportatore, ricorda l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (Usav).
Gli insetti, destinati in origine agli animali, devono inoltre provenire dalla quarta generazione di insetti allevati per essere considerati commestibili dagli umani, secondo la legge svizzera, e la produzione locale non potrà quindi essere disponibile che a partire dall’autunno prossimo. Nel frattempo, resta come soluzione, appunto, l’importazione. E anche se non sono stati resi noti i nomi degli esportatori, il loro Paese e chi siano gli importatori, si sa tuttavia che questi ultimi si riforniscono nei Paesi Bassi e in Francia.

Ecco come si presentano gli insetti-burgher
La confezione si presenta molto elegante: nera, grigia molto trendy.
La ditta produttrice è la Essento, e il suo sito merita una visita http://www.essento.ch

Veramente ben fatto, presenta gli insetti dal punto di vista nutrizionale, ed è arricchito dal libro di ricette di un famoso chef e da foto di piatti che, onestamente a non sapere gli ingredienti, fanno venire l’acquolina in bocca.

Sto aspettando impaziente di poterli assaggiare, appena lo farò non perdetevi il post sul mio sito!

 

Ma ora, un po’ di storia sul consumo degli insetti nel Mondo.
Gli insetti edibili (per la FAO sono poco meno di 2000) rappresentano, da molto tempo, una fonte alimentare in molte aree geografiche e interessa 2 miliardi di persone. Solo per le cavallette viene stimato un consumo superiore alle 10 tonnellate annue in paesi come Thailandia, Messico e Algeria, mentre il consumo di termiti a scopo alimentare arriva nel solo Zaire a più di una tonnellata al mese, mentre bruchi e farfalle raggiungono le 3 tonnellate all’anno in Messico.

CINA
Nelle campagne cinesi è una pratica comune cibarsi di alcune specie di insetto comuni (pupe del baco da seta, cicale, grilli, coleotteri giganti e scarafaggi). Pechino ha recentemente avanzato richiesta all’Unesco per poter veder attribuito ai cento cibi di strada più antichi e popolari della capitale (serviti nei rari hutong rimasti dietro alla città proibita) il riconoscimento di “patrimonio culturale dell’umanità”. Nell’elenco degli “street food” da tutelare, figurano accanto alle patate cotte nella cenere e allo stufato di tofu, anche i tradizionali fritti a base di formiche e scorpioni, oltre ai bachi da seta e scarafaggi marinati.

THAILANDIA
E’ forse il paese che vanta un’antica e ancora viva tradizione gastronomica dove nelle zone agricole del paese e nei mercati delle principali città come Bangkok, non manca mai l’offerta di insetti cucinati nelle diverse modalità (fritture, bolliti, alla griglia) che oltre al gusto hanno lo scopo di eliminare i parassiti termolabili. Di grande interesse il fatto che i thai parlino sempre di “raccolta di insetti” come semplici offerte dei boschi o campagne, alla stessa stregua dei funghi, frutti di bosco e lumache. Gli insetti vengono spesso raccolti di notte, per poi essere conservati in frigorifero e utilizzati per fortificare di proteine e fibra zuppe, minestre e ogni altra pietanza. Praticamente ogni tipo di insetto edibile viene raccolto e cucinato secondo ricette tradizionali.

CAMBOGIA
Qui come, in Thailandia, è usuale nutrirsi nello stile street food, con i banchetti degli ambulanti al margine delle strade. Oltre a granchi e gamberetti, spezzatini di carne o pesce aromatizzati con latte di cocco e spezie, vengono proposti interi vassoi colmi di ragni fritti e insetti vari.
In uno dei miei viaggi in Cambogia mi sono imbattuta in un paese chiamato SPIDERVILLE, dove la specialità sono le tarantole fritte, insaporite con una miscela di spezie che ricorda tanto l’Aromat.

AFRICA
In alcune zone vi è un consumo di insetti così radicato che può arrivare ad apportare quote molto rilevanti (fino al 50%) dell’apporto proteico con la dieta (Paoletti e Dreon 2005:1-18). Il mopane worms (larva di lepidottero) è tra gli insetti più noti e diffusi nell’Africa meridionale. Viene proposto, come i bruchi, al consumo fresco o essiccato, in salamoia e persino confezionato in lattine e barattoli con salsa chili o pomodoro per un consumo domestico.
In Angola sono invece apprezzate alcune termiti (Macrotermes subhyalinus), mentre in Nigeria è diffuso il consumo alimentare di Anaphe Venata (una larva simile al baco da seta), particolarmente energetica per il suo elevato apporto in grassi (compresi i famosi omega 3).

MESSICO

Sono centinaia le specie consumate assiduamente anche nelle grandi città: formiche, api, farfalle e larve sono alimenti abituali. Per non parlare delle cavallette considerate un ingrediente universale tanto da essere inserite anche in diversi tipi di tacos.
Da citare anche piccoli insetti utilizzati come caramelle per rinfrescare l’alito a causa del loro intenso aroma di anice e cannella. A tutti è noto, almeno come curiosità, la bottiglia di Mezcal con una larva di coleottero.

OCEANIA
Gli aborigeni e i Maori australiani non hanno perso l’abitudine di cibarsi di insetti. Raccolta e cucina sono appannaggio delle donne. Termiti, lepidotteri e larve di coleotteri costituiscono un cibo ricco, gustoso e particolarmente apprezzato.

GIAPPONE E ASIA
Cavallette, api e vespe rappresentano una fonte alimentare che non di rado integra il consumo di protene animali più convenzionali. Da menzionare la particolarità di alcuni insetti (Trichoptera e Megaloptera) tipici dei fondali dei fiumi, che vengono “pescati” con apposite reti. Sono così ricercati che l’attività di pesca è stata regolamentata in cooperative di pescatori autorizzati. (Fonte: Fondazione Slow Food per la biodiversità)

 

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